Questo post non vuole assolutamente essere di carattere tecnico e non è una guida per l’installazione; la documentazione ufficiale è molto ben fatta e online troverete tanto materiale per avere più informazioni dettagliate!


Molti di voi sicuramente conoscono Pi-hole e sanno che razza di software termonucleare sia: una volta installato e fatto partire, è praticamente impossibile farne a meno. Se invece fate parte di quella schiera nutrita di persone che non lo conoscono, consiglio vivamente di approfondire l’argomento, perché, vedi sopra, è un software termonucleare.

Cos’è Pi-hole? Prendiamo la definizione che è presente nella documentazione ufficiale:

The Pi-hole® is a DNS sinkhole that protects your devices from unwanted content, without installing any client-side software.

Fondamentalmente, è un server DNS che analizza le query DNS e decide se risolverle o meno, in base a delle liste (blacklist) presenti nel sistema, che possono essere aggiunte anche ex post.

Ma perché mai una persona dovrebbe armarsi di pazienza, spendere denaro (per un Raspberry, per esempio) e tempo per farsi un progetto del genere? La risposta che mi viene di getto è “perché no?”, ma, se tutte le domande avessero tale risposta, la civiltà umana sarebbe probabilmente già estinta da tempo. Il motivo per cui consiglio Pi-hole è fondamentalmente uno: privacy.

Pi-hole, in estrema sintesi, blocca le pubblicità, ma lo stesso fa anche una qualsiasi estensione del browser. Pi-hole, a differenza di alcune estensioni, non risolve la chiamata DNS, impedendo quindi il download della porzione della pagina “incriminata”. D’altro canto, un’estesione come AdBlock pare assolvere a un compito simile, come riportato dalle pagine di aiuto ufficiali:

AdBlock compares every HTTP (web page) request to the filter lists you're subscribed to and any custom filters you have added. If the URL (web address) of the request matches one of the filters, the request is blocked and the resource is not downloaded.

E allora perché avere Pi-hole? Non basta AdBlock, l’estensione forse più utilizzata al mondo? La risposta, a mio avviso, è no, non basta l’estensione e bisogna avere in casa settato un Pi-hole, il quale, per stessa definizione degli sviluppatori, è “Network wide”, protegge tutta la rete, senza necessità di installare plugin/estensioni/app su ogni dispositivo. Navighi molto col tuo smartphone? Problema risolto. Tua mamma gioca molto spesso ai videogiochi freemium, pieni zeppi di pubblicità invasiva e poco etica? Problema risolto. Hai un membro familiare che clicca su ogni dannato bottone, senza prestare attenzione? Problema risolto parzialmente, perché all’ignoranza dei principi base della navigazione Pi-hole non può mettere una pezza…

I risultati? Un’immagine parla più di mille parole (e mi aiuta non poco):

HDblog, uno dei blog tecnologici più seguiti d’Italia, fa largo uso delle pubblicità. Non ho messo una foto di un quotidiano online per non sparare sulla Croce Rossa…

Un altro motivo per cui scegliere questo software è la sua dashboard web-based, raggiungibile digitando l’IP-del-device-su-cui-avete-installato-il-software/admin: a colpo d’occhio si può vedere il numero di query, quante sono state bloccate, un andamento delle richieste nelle ultime 24 ore, il tipo delle richieste, quali sono i domini che sono stati bloccati da Pi-hole, quali invece permessi. Spulciando nelle varie voci, si può vedere molto altro: dal log dettagliato (con timestamp) ai dati long term, si possono aggiornare whitelist e blocklist (senza passare da riga di comando, molto comodo), e tanto altro.
Si può anche scegliere di utilizzare il nostro Pi-hole come server DHCP, una manna dal cielo soprattutto per chi è ancora incastrato con il router degli ISP (modem libero, anyone?).

Non male per un software open-source! E proprio per la bontà del progetto, sarebbe bello se tutti coloro che utilizzano tale progetto donassero, anche poco, agli sviluppatori, affinché tale progetto sopravviva e migliori sempre di più: alla data attuale, 21/04/19, il team di sviluppo sta cercando di raccogliere 100.000$. A mio avviso, se si è un utente molto soddisfatto di tale applicativo, non ci si può sottrarre dal donare, Pi-hole fa davvero tanto ai fini di una navigazione in tranquillità!


Veniamo al punto, dopo tutte queste parole: perché Pi-hole è per me fondamentale, se non proprio necessario? Cosa spinge, come ho chiesto poche righe più in su, una persona a farsi questo tipo di setup?
La mia personale esperienza è stata la seguente (a grandi linee): ne vengo a conoscenza su Twitter, mi incuriosisco, chiedo ai vari utenti che lo utilizzano, compro un Raspberry, installo il software e lo comincio a utilizzare. Inizialmente non ho davvero compreso il valore di questo strumento, pensavo che mi limitasse fondamentalmente il numero di annunci che visualizzavo. Ed effettivamente l’effetto tangibile è questo, ma c’è molto di più sotto il cofano. Innanzitutto, non scaricando la risorsa della pubblicità, si risparmia banda: vedere quante query vengano bloccate da Pi-hole vi farà chiedere il perché di questo comportamento aggressivo da parte dei siti (popup, video autoplay, banner, controbanner, controvideo…), che inficia enormemente la qualità della navigazione. Siamo onesti, se devo cliccare su tante X per chiudere pubblicità e banner, sarà molto difficile che io ritorni su quel sito (a meno di necessità forti). Tutto ciò non può che ritorcersi contro il gestore del sito stesso, onestamente…
Ora, questo non vuol certo dire che tutta la pubblicità sia da eliminare su Internet, anche perché molti siti cesserebbero di esistere dall’oggi al domani. È altresì vero che si può, e si deve, perseguire una strada più etica e rispettosa verso l’utente finale. I modi che mi sovvengono sono molti, per esempio la richiesta del contributo mensile, il banner pubblicitario in cima al sito (si veda il sito di Troy Hunt, dove si trova, nella parte alta, “Sponsored by”), o, più semplicemente, un utilizzo più leggero delle pubblicità stesse. L’effetto che si ha da un utilizzo smodato degli ads, ripeto, è da zappa sui piedi.


Per chiudere, Pi-hole permette di navigare più sereni, in quanto le sue liste sono configurate non solo per bloccare la pubblicità, ma anche link che riportano a siti malevoli e di phishing. Sicuramente questo innalza ulteriormente la qualità della navigazione, permettendoci di essere più sereni nella quotidianità. Se volete qualche informazione in più, magari di carattere più tecnico, vi consiglio questi link:

  • puntata numero 43 del podcast GeekCookies (di Francesco Tucci e Giuliano Pisoni), in cui verrete guidati passo passo nell’installazione e setup (con qualche tip su come impostare al meglio il tutto);
  • approfondimento su blocklist e whitelist, a cura di Andrea Draghetti, curatore, fra le varie cose, della lista Phishing Army (lavoro notevole, complimenti davvero ad Andrea!);
  • un post di Luigi, per crearsi un Pi-hole portatile;
  • un post di Gabriele per farsi una VPN verso casa, per poter navigare, anche in 4G, protetto dal Pi-hole;
  • un post di Troy Hunt.